Parrocchia
Santa Maria Domenica Mazzarello - Roma
Seguici su:
   4 novembre 2018 - 31ma Domenica del Tempo Ordinario.
Il primo di tutti i comandamenti.

Gli «scribi» costituivano uno dei gruppi in cui si articolava la società giudaica. La loro origine risaliva ai tempi di Davide e i loro appartenenti ricevevano una solida istruzione a partire dalla giovane età che li portava ad avere una conoscenza approfondita dei testi e della teologia biblica. Per tale motivo gli Scribi erano considerati dottori della Legge e maestri. Essi si occupavano di trascrivere e conservare i testi biblici e a loro era riconosciuta l’autorità di interpretarli, spiegarli e insegnarli.

E’ bene ricordare a questo punto che la tradizione ebraica, con il passare del tempo, aveva codificato un numero molto elevato di comandamenti e di norme di comportamento che ogni fedele, non senza qualche difficoltà, era tenuto ad osservare. Al tempo di Gesù la ricerca teologica, proprio per cercare di discernere e orientare l’agire dei fedeli all’interno del vasto panorama delle prescrizioni religiose, si interrogava su quale potesse essere il comandamento più importante tra tutti quelli riconosciuti e codificati dalla tradizione.

Possiamo allora comprendere il senso della domanda con cui si apre il brano del Vangelo: lo scriba vuole confrontarsi su questo tema con Gesù che aveva dimostrato di essere un autorevole interprete delle sacre Scritture, cioè della Parola stessa di Dio.

La risposta di Gesù in realtà penso possa aver suscitato una certa sorpresa nel suo interlocutore: allo scriba, che probabilmente si aspettava una risposta articolata e che forse poteva anche indicare nuovi orizzonti teologici e comportamenti distanti da quelli che egli aveva sino a quel momento attuato nella sua vita, Gesù invece cita semplicemente la preghiera dello «Shemà’ Israel» (Ascolta Israele...), la cui prima parte è tratta dal brano che ci viene proposto nella prima lettura.

Lo «Shemà’» è una preghiera conosciuta anche dai bambini del popolo di Israele e che ogni credente è tenuto a recitare due volte al giorno, ogni mattina e ogni sera. Gesù, dunque, con la sua risposta indica allo scriba che la soluzione che egli stava cercando lontano da sé, l’aveva invece da sempre avuta a portata di mano: al centro di tutta la fede in Dio c’è l’amore, un amore che comprende e avvolge tutta la vita e l’agire del credente (tutto il cuore, tutta l’anima, tutta la mente e tutta la forza).

E nell’amore di Dio e per Dio trova il fondamento l’amore per il prossimo e l’amore verso se stessi, poiché quando siamo radicati nell’amore di Cristo riusciamo a guardare l’altro e noi stessi non solamente con i nostri occhi, ma con lo sguardo d’Amore di Dio.

Santa domenica a tutti voi! Dio Onnipotente e misericordioso sostenga il nostro cammino, protegga i nostri cari e ci benedica.

ULTIMI AGGIORNAMENTI
Disponibile la nostra lettera parrocchiale settimanale in formato PDF da leggere su pc, smartphone e tablet.

Visualizza l'edizione del
11.11.2018