Parrocchia
Santa Maria Domenica Mazzarello - Roma
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   8 marzo 2020 - Seconda Domenica di Quaresima.
Quel volto di luce è anche il nostro volto.

Abbiamo iniziato da poco il nostro cammino quaresimale e la Liturgia della Parola di questa domenica ci presenta già un anticipo della Pasqua, tratteggiando il percorso che ciascuno di noi è chiamato a compiere nel cammino di fede seguendo l’esempio di due figure modello: Abramo e Cristo.

Abramo, rispondendo alla chiamata di Dio, decide di mettersi in viaggio verso una meta che, però, non è solo una nuova destinazione geografica. Il verbo ebraico «lek-lekà», con cui si apre la prima lettura e che in italiano è tradotto con la parola «vattene», si può meglio ricondurre all’espressione «và verso te stesso».

Per Abramo, allora, la chiamata del Signore significa certamente mettersi in cammino verso una nuova terra, ma ancora prima del movimento esteriore ne indica e richiede uno interiore, un cammino spirituale teso a comprendere se stesso per ritrovare nel profondo del proprio cuore quel desiderio di assoluto e di pienezza che si realizza nell’esperienza personale di comunione con Dio.

La risposta fedele alla chiamata di Dio rende Abramo, ma anche ciascuno di noi, segno della presenza efficace della benedizione del Signore nel mondo e nella storia.

Se la prima lettura ci parla dell’inizio del cammino di fede, il brano del Vangelo ne annuncia il suo centro e il suo culmine. L’evangelista Matteo, utilizzando alcune immagini tipiche della letteratura apocalittica (un genere di scrittura che attraverso l’uso di alcune figure simboliche voleva svelare alcuni aspetti della realtà di Dio e del suo agire nella storia) rivolge alla comunità cristiana due precisi messaggi. In primo luogo, con le immagini del volto trasfigurato, delle vesti candide, della nube e della voce (tutti simboli che nella tradizione biblica sono segni della presenza di Dio), san Matteo rivela e annuncia la divinità di Gesù. In secondo luogo indica che, nella sua trasfigurazione, Cristo ha lasciato intravedere il destino di resurrezione a cui sono chiamati tutti coloro che decidono di «ascoltarlo».

Una breve precisazione: nel dinamismo evangelico il termine «ascoltare» rimanda ad una realtà ben più ampia dell’udire un messaggio e che viene ricompresa, più precisamente, nell’azione del «seguire» il maestro.

Il discepolo cristiano, allora, è colui che prende Gesù come modello per annunciare ciò che Lui ha annunciato e imitare ciò che Lui ha fatto; è colui che, trasmettendo il Vangelo e seguendo la stessa strada che Cristo ha tracciato, è chiamato a far risplendere sul proprio volto un barlume di Cielo, quella luce di Dio che illumina il destino di ogni persona di vita immortale.

Santa domenica a tutti! Il Signore Gesù sostenga i nostri passi e ci accompagni in questo nostro cammino di discernimento e preghiera verso la gioia della Pasqua di Resurrezione.

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08.03.2020