Parrocchia
Santa Maria Domenica Mazzarello - Roma
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   13 ottobre 2019 - 28ma Domenica del Tempo Ordinario.
La tua fede ti ha salvato.

Il tema liturgico di questa domenica si pone al centro di un percorso in tre tappe che ha avuto inizio domenica scorsa e che gradualmente ci accompagna a riflettere su ciò che costituisce il centro della fede cristiana.

In primo luogo, riprendendo alcuni aspetti evidenziati la scorsa settimana, la Liturgia di questa domenica riafferma che la fede è dono prezioso di Dio. Questa è l’esperienza di Naamàn che, dopo essere stato guarito dalla lebbra, apre il suo cuore alla fede e comprende grazie al profeta Eliseo che il dono di Dio può solo essere accolto e non pagato come fosse oggetto di una transazione. Gesù stesso, parlando nella sinagoga di Nazaret, farà riferimento proprio a questo episodio indicando Naamàn come modello di fede da seguire (Cfr. Lc 4, 27).

Vi è anche una altro principio che emerge dalla narrazione della prima lettura: la guarigione di Naamàn, il comandante di un esercito pagano, attesta che la salvezza di Dio non è riservata solo ad alcuni, ma al contrario raggiunge tutti gli esseri umani che la accolgono liberamente e spontaneamente nella fede. Questo aspetto è evidente anche nell’episodio narrato nel brano del Vangelo, dove viene riferito che tra i dieci lebbrosi guariti vi era un samaritano, cioè uno straniero appartenente a un popolo che era considerato nemico di Israele.

Ma tra le righe del racconto vi sono anche altri elementi centrali che devono essere considerati. Anche se in questo breve spazio non posso approfondire la tematica, si consideri che nel mondo anticotestamentario la lebbra era ritenuta una punizione che Dio stabiliva nei riguardi di chi aveva commesso un peccato gravissimo (Cfr. ad es. 2Cr 26, 16-21).

Inoltre, per difendere la comunità dal contagio, le norme di quel tempo (Cfr. Lv 13, 45-46) consideravano e di fatto trasformavano il malato di lebbra in un morto spirituale e sociale, prescrivendo la sua esclusione dalla comunità.

A seguito di questa concezione, dunque, il lebbroso era considerato contaminato dal peccato e dalla morte e ritenuto dunque al pari di un cadavere che camminava.

Il gesto di Gesù, dunque, non solo guarisce i dieci lebbrosi dalla malattia, ma al tempo stesso restituisce loro la dignità e la vita. Egli mostra, così, di essere Dio, poiché solo Dio può perdonare il peccato (che a quel tempo era considerato causa della lebbra) e donare resurrezione.

La fede in Cristo unico Salvatore, allora, è quella mano che Dio tende a ciascuno di noi per sorreggerci e accompagnarci nel cammino della nostra storia verso la Vita eterna.

Santa Domenica a tutti voi. Dio Onnipotente e Misericordioso sostenga il nostro cammino, protegga nostri cari e ci benedica.

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