Parrocchia
Santa Maria Domenica Mazzarello - Roma
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   La festa liturgica del 14 settembre ci invita ad alzare gli occhi verso la Croce di Gesù per trovarvi la sorgente della vita, la sorgente della salvezza.
La festa dell'esaltazione della Santa Croce.

La festa liturgica dell’esaltazione della Santa Croce ha origini molto antiche collegate a due eventi: il ritrovamento a Gerusalemme della Croce di Gesù e la dedicazione della Basilica del Santo Sepolcro edificata dall’Imperatore Costantino sul monte Golgota.

Il primo evento è fondato su un’antica tradizione secondo cui sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, nell’anno 326 partì per la Palestina con l’intento di svolgere un pellegrinaggio sui luoghi della vita, Passione e Resurrezione di Gesù per rinvenire delle tracce e delle evidenze che attestassero gli avvenimenti narrati dai Vangeli.

Secondo la narrazione di alcuni resoconti risalenti al IV secolo, il 14 settembre del 326, a seguito di alcuni scavi eseguiti presso il Golgota sant’Elena rinvenne tre croci, unitamente ad alcuni chiodi, al Titulus Crucis1 e ad altre reliquie. Per comprendere se tra i reperti ritrovati vi fosse effettivamente la Croce su cui venne inchiodato Gesù, si procedette a mettere a contatto i legni con il corpo di una donna gravemente malata e solo dopo aver toccato una delle tre croci la donna riacquistò la salute: questa guarigione miracolosa permise a sant’Elena di individuare la croce del Signore.

Appena la notizia della scoperta si diffuse a Gerusalemme, una vasta folla si radunò per venerare la Croce del Signore. Il Patriarca di Gerusalemme, san Macarios, la portò su un pulpito da dove la innalzò per permetterne la venerazione del popolo riunito. Il ritrovamento della Croce fu celebrato negli anni a seguire con una cerimonia liturgica denominata elevazione o esaltazione (hypsosis) della Croce.

L’altro evento legato all’istituzione di questa festa rimanda alla dedicazione della Basilica del Santo Sepolcro, avvenuta 13 settembre dell’anno 335. Il giorno successivo, 14 settembre, una folla di fedeli accorse da tutte le province dell’Impero presso la Basilica per venerare la reliquia della Croce del Salvatore che veniva loro mostrata. Questo rito continuò a essere celebrato con grande solennità negli anni seguenti, tanto che la pellegrina Egeria, giunta a Gerusalemme al tramonto del IV secolo, ci riferisce nei suoi racconti di viaggio che più di 50 vescovi assistevano ogni anno alla solennità del 14 settembre. Ed ancora oggi nelle Chiese di tradizione bizantina e orientale la festa dell’Esaltazione della Santa Croce è celebrata con una solennità paragonabile a quella della Pasqua, poiché annuncia la vittoria di Cristo sulla morte.

Se in Oriente, dove ha avuto origine, la festa veniva celebrata con grande solennità, a Roma si iniziò a celebrare la liturgia dell’esaltazione della Santa Croce nel corso del VII secolo, con papa Sergio. La celebrazione romana aveva inizio con il Papa che partiva dal Laterano, ove a quel tempo risiedeva, per recarsi in processione presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, ove erano conservate le reliquie della Santa Croce che sant’Elena aveva portato da Gerusalemme. Giunto presso la Basilica il pontefice venerava il legno della Santa Croce.

Per concludere vorrei osservare che la festa dell’Esaltazione della Santa Croce non celebra uno strumento di morte, ma l’Amore che Dio ha manifestato all’umanità. La croce, in Gesù, da strumento di supplizio è diventata una «sorgente di vita, di perdono, di misericordia, segno di riconciliazione e di pace. […] Sollevando gli occhi verso il Crocifisso, adoriamo Colui che è venuto per prendere su di sé il peccato del mondo e donarci la vita eterna. E la Chiesa ci invita ad elevare con fierezza questa Croce gloriosa affinché il mondo possa vedere fin dove è arrivato l’amore del Crocifisso per gli uomini, per tutti gli uomini»2.

Lunedì 14 settembre, in Parrocchia, celebriamo la Santa Messa nella festa dell’Esaltazione della Santa Croce alle ore 08:30 e 19:00.



1. La tavoletta di legno in noce su cui è incisa un’iscrizione che corre su tre righe, in tre lingue e tutte con direzione da destra verso sinistra: ebraico, greco e latino. Il testo dell’iscrizione, fatta apporre da Pilato per specificare la motivazione della condanna a morte comminata a Gesù è: Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum, “Gesù Nazareno re dei giudei”, che noi conosciamo anche come sigla “I.N.RI.”.^
2. Benedetto XVI, omelia nella Santa Messa per il 150° anniversario delle apparizioni di Lourdes, 14 settembre 2008, in AAS 100 (2008), vol.10, p.701.^
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