Parrocchia
Santa Maria Domenica Mazzarello - Roma
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   Domenica 11 Marzo. 4a domenica di Quaresima.
Salvati per grazia mediante la fede.
La quarta domenica di Quaresima è detta anche domenica «Laetare», poiché il tema che la Liturgia propone alla nostra riflessione è quello della gioia, argomento richiamato sin dall’antifona d’ingresso, cioè da quel breve passo che il celebrante pronuncia se all’inizio della Messa non viene eseguito il canto: «Rallegrati, Gerusalemme… Esultate e gioite, voi che eravate nella tristezza».
In questa domenica, che ci ricorda che abbiamo ormai superato più della metà dell’impegnativo cammino quaresimale e che dunque si avvicina la celebrazione annuale della Pasqua, l’invito a gioire mitiga l’austero clima penitenziale, come ci mostrano anche le vesti liturgiche indossate dai sacerdoti, che invece del viola tipico della Quaresima sono oggi di un più luminoso colore rosaceo, tonalità più vicina al bianco che indica il tempo della festa.
Certo, lungo il nostro percorso quaresimale dobbiamo ancora confrontarci con i momenti molto duri della Passione e con lo scandalo della croce, ma la Liturgia oggi invita tutti noi a guardare oltre il male, la sofferenza e la tristezza, poiché annuncia che la salvezza che Dio propone non è questione di fatica, meriti o imposizioni, ma è una grazia che il Signore offre a ogni uomo e a ciascuna donna e che chiede di essere accolta liberamente nella fede. Una fede che a partire dall’ascolto della Parola di Dio deve illuminare la vita di ogni credente e orientare le sue scelte al Bene.
La prima lettura, rievocando una delle pagine più tragiche della storia di Israele, ci mostra che quando l’uomo si allontana dalla fede in Dio, le sue azioni producono effetti catastrofici che offendono la sua libertà, la sua dignità e quella delle persone a lui vicine. Ma al tempo stesso è anche annuncio di speranza, poiché indica che l’azione salvifica di Dio opera sempre, anche attraverso persone ed eventi sorprendenti e impensabili e aspetta solo di essere accolta nella fede.
Fede e salvezza sono i temi centrali anche del brano del Vangelo in cui Gesù, citando l’episodio descritto nel Libro dei Numeri (Nm 21, 4-9), rivela che come il popolo dell’Esodo rimase in vita guardando il serpente di bronzo innalzato da Mosè, allo stesso modo è salvo chi posa lo sguardo sul Cristo innalzato sulla croce e crede che quello è il segno della vittoria della Vita e dell'amore di Dio sul male e sulla morte.
Così come il popolo di Israele nel deserto ebbe salva la vita non perchè pensò che il serpente fosse un amuleto magico, ma perchè fece una scelta libera di fede in Dio e nella sua promessa di salvezza, così chi volge lo sguardo di fede sul Cristo innalzato sulla Croce e Risorto è salvo nella pienezza di una Vita che supera qualsiasi orizzonte temporale e precario.
Solo un'ultima precisazione. L'atto del credere non è mai una condizione passiva: volgere lo sguardo su Gesù e vedere in Lui il Cristo Salvatore non significa adottare passivamente una serie di verità, ma indica una trasformazione di vita che porta a guardare il mondo con gli occhi di Cristo e compiere le opere di salvezza che Gesù ha compiuto.
La Vita eterna, allora, è grazia, cioè dono di amore gratuito di Dio riversato su tutti, che può essere accolto però solo con una scelta libera di fede, attraverso la quale siamo chiamati a operare il bene e a portare nel mondo la luce di Cristo risorto.
Santa domenica a tutti! Dio onnipotente e misericordioso che nella resurrezione del Cristo suo Figlio dona a chi crede nel suo disegno d'amore la Vita eterna, faccia risplendere su di noi il suo volto, protegga i nostri cari, sostenga il nostro cammino e ci benedica.
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08.07.2018