Parrocchia
Santa Maria Domenica Mazzarello - Roma
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   3 novembre 2019 - 31ma Domenica del Tempo Ordinario.
Un incontro tra due libertà.

L’esperienza di vita cristiana inizia e trova il suo fondamento nell’incontro tra due libertà: quella di Dio e quella dell’essere umano. C’è però una particolarità che attiene alla rivelazione cristiana e che deve essere considerata all’interno di questa dinamica della relazione. Nell’esperienza della nostra fede Dio compie sempre il primo passo, cioè la sua libertà precede sempre la nostra, che comunque deve sempre essere esercitata.

Il brano tratto dal libro della Sapienza sottolinea proprio che l’azione di Dio precede sempre quella dell’essere umano, creatura chiamata all’esistenza in quanto amata dal suo creatore. Le parole della prima lettura risuonano allora oggi in modo particolare nelle nostre chiese, nelle nostre comunità, all’interno delle nostre case: Dio è amante della vita, di tutta la vita, di ogni vita.

Gesù, attraverso il suo annuncio e le sue azioni, ha mostrato concretamente che nessuno è escluso dall’amore di Dio. Un episodio esemplare in questo senso è il caso di Zaccheo, il capo dei pubblicani della città di Gerico. Abbiamo visto la scorsa settimana che i pubblicani, poiché si occupavano – non sempre in maniera onesta in realtà – di riscuotere le tasse per conto dell’autorità romana, erano detestati dal popolo ed erano per questi motivi equiparati ai peccatori.

Il brano del Vangelo descrive la scena, forse un po’ curiosa, del tentativo di Zaccheo di vedere Gesù. Ciò che animava il comportamento del capo dei pubblicani di Gerico, tanto da spingerlo a salire sul sicomoro, era con molta probabilità il desiderio di trovare Dio in Gesù. Ma in realtà, proprio attraverso lo sguardo di Gesù, è stato invece Dio per primo a vedere lui. Quello sguardo, accolto e ricambiato da Zaccheo, rivoluzionò per sempre la storia e lo stile di vita del pubblicano.

Sant’Agostino, commentando questo evento, dice: «E il Signore vide proprio Zaccheo. Fu visto e vide… Siamo stati veduti perché potessimo vedere; siamo stati amati affinché potessimo amare. Il mio Dio, la sua misericordia mi precederà» («Sermones» 174, 4.4).

A noi la scelta di corrispondere e testimoniare quello sguardo di Salvezza e di Vita che Dio per primo posa su ciascuno.

A noi la scelta di non rimanere ai margini della salvezza, come quella persona di cui parla con amarezza il poeta Eugenio Montale: «Si tratta di arrampicarsi sul sicomoro per vedere il Signore se mai passi. Ahimè, io non sono un rampicante, ed anche stando in punta di piedi, io non l’ho visto» («Come Zaccheo», in Diario del '71 e del '72).

Santa Domenica a tutti voi. Dio Onnipotente e Misericordioso sostenga il nostro cammino, protegga nostri cari e ci benedica.

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