Parrocchia
Santa Maria Domenica Mazzarello - Roma
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   7 ottobre 2018 - 27ma Domenica del Tempo Ordinario.
Condivisione di speranza e partecipazione di Vita divina.
Tra la fine del primo secolo d.C. e l’inizio del secondo Tertulliano, parlando del matrimonio cristiano, descrive gli sposi come due persone che condividono la stessa speranza e lo stesso modo di vivere. L’apologeta cristiano dice così che gli sposi «sono veramente due in una sola carne e dove la carne è unica, unico è lo spirito» (Ad uxorem, II; VIII, 6-8: CCL I, 393).
Possiamo vedere una affascinante rappresentazione di questo concetto, che appartiene da sempre alla tradizione della Chiesa Cattolica e che ha origine direttamente nell’insegnamento di Gesù, nel mosaico di padre Marko Ivan Rupnik che raffigura l’abbraccio dei santi Gioacchino e Anna: il reciproco abbraccio e la condivisione dello sguardo sul mondo, simboleggiato nell’unione degli occhi degli sposi, rappresentano proprio l’essenza di quell’amore che è immagine dell’amore di Dio e che è alla base di una comunione di vita così profonda da estendersi oltre la dimensione fisica del tempo.
In questo senso san Giovanni Crisostomo esortava i mariti cristiani a dire alle proprie mogli: «faccio tutto perché ci sia dato, dopo aver trascorso la nostra vita nell’amore reciproco, di essere ancora riuniti e felici nella vita futura».
Nelle sintesi e nel pensiero di questi primi autori cristiani ritroviamo gli elementi presenti nel brano della prima lettura, tratto dal Libro della Genesi, che evidenzia come all’origine del progetto d’amore che congiunge l’uomo e la donna in una comunione di vita e per la Vita ci sia la volontà creatrice di Dio. Nella capacità responsabile di amare indissolubilmente, così, la coppia di coniugi partecipa e testimonia l’Amore fedele ed eterno di Dio.
Proprio a questo insegnamento si ricollega Gesù quando alcuni farisei lo interrogano per sapere da che parte Egli stia rispetto alle due correnti del pensiero rabbinico esistenti a quel tempo sul matrimonio. I farisei vogliono sapere se Gesù segue la linea legalista – che in base alle disposizioni di Mosè permetteva al marito di ripudiare la moglie – oppure la linea antilegalista, che richiamandosi al profeta Ezechiele e alle disposizioni più antiche della Torah riteneva che il divorzio non appartenesse al disegno originario voluto di Dio.
Gesù risponde che, nella fede, essere sposi significa partecipare al disegno creativo del Signore per condividere, incarnare, trasmette e testimoniare quell’Amore così forte, unico e irripetibile, che vissuto nella sua indissolubilità è partecipazione alla Vita e della Vita eterna di Dio.
Santa domenica a tutti voi! Dio Onnipotente e misericordioso sostenga il nostro cammino, protegga i nostri cari e ci benedica.
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07.10.2018