Parrocchia
Santa Maria Domenica Mazzarello - Roma
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   12 maggio 2019 - Quarta Domenica di Pasqua.
Parola di Vita eterna.

L’immagine del «buon pastore» oggi, nel nostro mondo industriale e tecnologico, molto probabilmente ha perso gran parte del significato espressivo che invece era in grado di trasmettere al tempo di Gesù, ma anche successivamente fino almeno all’inizio del secolo scorso. Per comprendere dunque il messaggio su cui la Liturgia ci chiama a riflettere in questa quarta domenica di Pasqua, dobbiamo allora prima di tutto considerare che nella società del tempo di Gesù la pastorizia era un’attività molto diffusa e importante per la vita quotidiana del popolo.

E’ proprio per questo motivo che nel mondo biblico l’immagine del pastore – cioè di colui che difende, custodisce e si prende cura del proprio gregge – veniva applicata sia a Dio, che protegge e ha a cuore la salvezza del suo popolo (si veda ad esempio Gen 49, 24 e Ez 34, 31), sia ai re e ai capi della società, che erano chiamati a condurre con saggezza al Signore tutto il popolo di Israele.

Gesù si richiama proprio all’uso di queste similitudini ben conosciute dal popolo per rivelare e far comprendere ai suoi discepoli la sua identità messianica. Ecco perché Egli si presenta come «il» vero Pastore, cioè Colui che solamente e unicamente può condurre chi lo segue all’incontro con Dio Padre.

Il breve testo evangelico che ci viene proposto questa domenica, tratto dal più ampio discorso con cui Gesù si presenta come il «buon pastore», esprime in maniera sintetica ed efficace il legame che nella fede unisce Cristo con i suoi discepoli. Dopo essersi presentato come il buon pastore che dà la vita per le pecore (Cfr. Gv 10, 14-15), Gesù chiarisce che i suoi discepoli sono coloro che ascoltano la sua voce e lo seguono.

Per comprendere appieno il senso di questa affermazione si deve considerare che nella tradizione biblica l’ascolto del Maestro non si limita all’accoglienza dell’annuncio verbale, ma comprende sempre anche l’adesione al suo stile di vita e ai suoi comportamenti. Il primo elemento per credere in Cristo, dunque, è ascoltare la sua Parola. Ma, come abbiamo visto, il discepolo cristiano è colui che è in grado di muoversi nel dinamismo di ascolto-sequela di Gesù traducendo il suo annuncio in concreti e coerenti gesti di salvezza e di vita eterna.

Come specificano Paolo e Bàrnaba che, citando il profeta Isaia, nella prima lettura parlano del compito affidato da Gesù buon pastore ad ogni discepolo cristiano: «Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra».

In questi giorni festeggiamo la memoria di Santa Maria Domenica Mazzarello, nostra Patrona. A Lei vogliamo affidare tutta la nostra comunità parrocchiale e le nostre persone care e amate. A tutti voi, in questa felice ricorrenza, giungano i nostri auguri nel nome di Madre Mazzarello.

Santa Domenica a tutti voi. Dio Onnipotente e Misericordioso sostenga il nostro cammino, protegga nostri cari e ci benedica.

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